Entrati in Francia, il ritmo cambia. Le autostrade sono ampie, ordinate, e scorrono veloci attraversando città e territori che si susseguono senza soluzione di continuità: Nizza, Cannes, Marsiglia restano ai lati della strada come promesse future, mentre il paesaggio diventa sempre più provenzale. La tappa intermedia è Aix-en-Provence, elegante e luminosa, perfetta per spezzare il viaggio. Qui il tempo sembra rallentare tra viali alberati, fontane, piazze vive ma mai caotiche. È una città che invita a passeggiare senza meta, a sedersi a un dehors e a osservare la vita scorrere, con quella grazia tutta francese che fa da ponte ideale tra Italia e Spagna.

Poi, quasi senza accorgertene, arriva il confine. Cambiano i cartelli, cambia la luce, cambia il paesaggio. La Spagna si riconosce subito, e Figueres ne è la conferma definitiva. Qui il segno di Dalí è ovunque, esplicito e surreale, come se l’arte fosse entrata direttamente nel tessuto urbano. È il primo vero assaggio di Catalogna, una terra che ha un’identità fortissima e non ha paura di mostrarla.

L’arrivo a Lloret de Mar segna l’inizio della seconda parte del viaggio. Spesso liquidata come località di festa e discoteche, Lloret in realtà ha un’anima molto più profonda. Il centro storico conserva tracce importanti del passato catalano, i giardini di Santa Clotilde si affacciano sul mare con un’eleganza quasi rinascimentale e le chiese raccontano una spiritualità legata al mare e alla navigazione. Lloret è una base strategica perfetta: viva, accessibile, ma soprattutto ben collegata sia alla Costa Brava che a Barcellona.

Le giornate scorrono alternando mare ed esplorazione. La Costa Brava è un susseguirsi di calette che sembrano fatte apposta per chi ama cercare l’angolo nascosto. Cala Boadella, poco distante da Lloret, è una delle prime sorprese, selvaggia e raccolta. Cala Fonda, Cala Pola, Cala Futadera e Cala Sa Tuna offrono acque trasparenti e scenari che sembrano dipinti, mentre Cala Aiguablava regala uno dei colori più intensi del Mediterraneo. Ogni cala ha una personalità diversa, ma tutte condividono quella sensazione di scoperta che rende il mare ancora più bello.

Costa Brava E Barcellona - scorcio del viaggio

Tra un tuffo e una strada panoramica, arriva il momento di Barcellona. Entrare in città è come cambiare canale: improvvisamente tutto accelera. Barcellona è energia pura. La Sagrada Família ti lascia senza parole, non tanto per la grandezza, quanto per la sua capacità di sembrare viva, in continua trasformazione. Il Passeig de Gràcia racconta il volto modernista della città, con Casa Batlló e La Pedrera che sembrano uscite da un sogno. Il Barrio Gótico, invece, ti riporta indietro nel tempo, tra vicoli stretti, piazze nascoste e una vitalità che non si spegne mai. E poi il mare, la Barceloneta, Montjuïc, il panorama dall’alto che ti fa capire quanto questa città sia perfettamente in equilibrio tra urbanità e Mediterraneo.

Barcellona, però, è anche — e soprattutto — gusto. È una città che si assapora. Il prosciutto spagnolo tagliato sottile, la paella condivisa senza fretta, i formaggi locali, la salsiccia catalana, fino alla bomba. Ma parliamo nel dettaglio dei miei preferiti:

Al primo posto c’è la butifarra non è solo una salsiccia. È una dichiarazione d’amore per la cucina semplice e autentica. Preparata con carne di maiale, sale e spezie essenziali, racconta una tradizione contadina che non ha mai avuto bisogno di maschere. Grigliata, servita con pane rustico e spesso accompagnata da mongetes i fagioli bianchi tipici catalani la butifarra ha un sapore pieno, diretto, rassicurante. È il piatto che trovi nelle taverne di quartiere, quello che mangiano i locali senza pensarci troppo, ed è proprio per questo che funziona. Ogni morso è concreto, vero, senza artifici, come la Catalogna più autentica.

Costa Brava E Barcellona - scorcio del viaggio

La bomba, invece, è Barcellona nella sua versione più popolare e audace. Nasce nel quartiere della Barceloneta ed è una tapas che non passa inosservata. Una sfera di patate ripiena di carne, fritta fino a diventare dorata e croccante, servita con due salse che la rendono inconfondibile: una leggermente piccante e una all’aglio, cremosa e avvolgente. Il nome non è casuale. La bomba esplode in bocca, mescolando consistenze e sapori in modo deciso, quasi provocatorio. È street food, è condivisione, è chiacchiera da bar che si allunga fino a sera.

Il ritorno verso Lloret, dopo le giornate intense a Barcellona, ha qualcosa di rassicurante. Il mare ti riporta al tuo ritmo, le strade costiere ti accompagnano lentamente e la sensazione è sempre la stessa: questo non è solo un viaggio, ma una piccola parentesi di vita mediterranea.

Costa Brava e Barcellona non sono solo una destinazione, ma un modo di viaggiare. A ritmo lento, tra curve panoramiche, acqua salata sulla pelle, tapas condivise e quella leggerezza tipicamente catalana che, una volta provata, fa sempre venire voglia di tornare.