Uscendo da Palazzo Carignano basta attraversare la piazza per fermarsi davanti a un’istituzione torinese amatissima: la Farmacia del Cambio. Storica, elegante, con quell’aria un po’ retrò che a Torino riesce sempre a essere attuale. Le sue brioche sono diventate iconiche, perfette per una colazione lenta o una pausa golosa mentre si osserva la vita cittadina scorrere sotto i portici.

Da qui si prosegue verso Palazzo Reale, residenza dei Savoia e simbolo della Torino capitale. Gli interni sono sontuosi ma mai eccessivi, raccontano il potere con compostezza. Le sale di rappresentanza, gli arredi originali e la cura dei dettagli restituiscono l’immagine di una corte che ha fatto della misura e della disciplina il suo stile. All’esterno, i Giardini Reali sono una parentesi verde perfetta per rallentare il passo, soprattutto nelle stagioni miti, quando la città sembra respirare con più leggerezza.

Impossibile poi non alzare lo sguardo verso la Mole Antonelliana, vera icona torinese. La sua silhouette domina la città e accompagna ogni passeggiata. All’interno si trova il Museo Nazionale del Cinema, uno dei più affascinanti d’Europa. La visita è un’esperienza immersiva: si sale letteralmente dentro la storia del cinema, tra installazioni, scenografie, manifesti e spezzoni di film che raccontano come il cinema abbia influenzato l’immaginario collettivo. Salire in ascensore fino in cima regala una vista spettacolare su Torino e sulle Alpi, un momento che da solo vale il viaggio.

Sempre legata all’immaginario e alla memoria collettiva è la visita al Museo della RAI. Qui si ripercorre la storia della televisione italiana, dei programmi che hanno accompagnato generazioni, delle voci e dei volti che hanno fatto cultura popolare. È un museo molto piccolo ma sorprendente, capace di evocare ricordi personali anche in chi non se lo aspetta.

Torino però si vive anche, e soprattutto, a tavola. La cucina piemontese è intensa, concreta, rassicurante. Il bollito misto è un vero rito, servito con le sue salse e consumato senza fretta, come vuole la tradizione. Il vitello tonnato, con la sua eleganza semplice, è uno di quei piatti che raccontano perfettamente l’equilibrio tra sapore e raffinatezza. E poi i ravioli del plin, piccoli, ripieni, irresistibili.

Per l’ultimo giorno, appena fuori città, Torino regala due alternative spettacolari. La Reggia di Venaria, imponente e scenografica, è una delle più grandi residenze sabaude. I suoi spazi monumentali e i giardini perfettamente ridisegnati restituiscono l’idea di una corte che voleva stupire e affermare il proprio potere. Stupinigi, invece, ha un fascino più intimo e raffinato. La Palazzina di Caccia è un capolavoro barocco immerso nel verde, pensata per il piacere, la villeggiatura e la bellezza, lontana dalla rigidità della vita di corte.

Torino si saluta così, con la sensazione di aver scoperto una città colta, elegante e profondamente italiana. Una città che non cerca di impressionare, ma che lascia il segno con la sua storia, il suo stile e quella sobria meraviglia che la rende unica.