Introduzione
Venezia è una città che tutti credono di conoscere, ancora prima di arrivarci. Eppure basta un weekend per capire che la sua vera anima si nasconde altrove, lontano dai percorsi più scontati. Arrivare in treno da Milano, scendendo direttamente alla stazione di Venezia Santa Lucia, è il modo migliore per iniziare: niente auto, niente stress, solo l’impatto immediato con il Canal Grande che ti ricorda quanto questa città sia unica al mondo.
Per una prima volta a Venezia è giusto concedersi i grandi classici. Piazza San Marco lascia sempre senza parole, con la sua monumentalità e la Basilica che sembra galleggiare sulla piazza. Il Palazzo Ducale racconta secoli di potere e intrighi, mentre il Ponte di Rialto continua a essere un punto di passaggio vivo, autentico, nonostante i turisti. Ma è appena ci si allontana di qualche calle che Venezia cambia volto. Dorsoduro, Cannaregio, i sestieri meno battuti diventano un labirinto affascinante fatto di silenzi, campielli improvvisi e scorci che sembrano appartenere a un’altra epoca.
L'Esperienza
Camminare senza una meta precisa è parte integrante dell’esperienza. Venezia non si visita, si attraversa lentamente. Ed è proprio perdendosi che si inizia a entrare in contatto con la città vera, quella dove le voci che si sentono sono in dialetto veneziano e non in inglese.
Anche a tavola Venezia sorprende, soprattutto se si sceglie la via più semplice. I bacari sono l’anima gastronomica della città: piccoli locali informali, spesso nascosti tra le calli, dove si beve uno spritz a pochi euro e si assaggiano i cicchetti. Crostini, polpette, baccalà mantecato, sarde in saor: pochi morsi che raccontano la tradizione lagunare meglio di qualsiasi ristorante stellato. Vicino al mio hotel c’era il Bacaro Risorto, una vera certezza, frequentato soprattutto da veneziani. Ma il bello è proprio questo: basta curiosare un po’, allontanarsi dalle zone più affollate e lasciarsi guidare dall’istinto.
Lo stesso vale per le trattorie. Quelle autentiche non urlano, non cercano di attirarti con menu tradotti in cinque lingue. Sono luoghi semplici, spesso a gestione familiare, dove il cibo è sincero e il tempo sembra scorrere più lentamente. Se non senti parlare inglese ma solo veneziano stretto, sei nel posto giusto. Qui ci si ferma, si mangia bene e ci si sente, anche solo per una sera, parte della città.
Venezia è perfetta per un weekend, soprattutto se vissuta così: senza fretta, con attenzione, scegliendo con cura dove andare e dove sedersi. È una meta facile, sostenibile, intensissima, capace di regalare emozioni profonde anche in pochi giorni. Tra calli silenziose e bacari affollati, tra spritz bevuti in piedi e cene nelle trattorie di quartiere, si scopre una Serenissima diversa, più autentica. Ed è quella che, una volta trovata, ti rimane addosso.